CARI AMICI, CONTROLLATE BENE L'ORARIO DELLA PRESENTAZIONE DI "STAVOLTA SARO' FEMMINA" VENERDI' 5 DICEMBRE A SIENA ALLA LIBRERIA BECCARELLI: L'ORARIO ESATTO E' ORE 17,30!!!

Presentazioni del libro "Stavolta sarò femmina" e seminari

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9/11/2008 a Rovato (Brescia)
Domenica 9 novembre 2008, ore 15,30Presso la Sala Civica Foro Boario, P.zza Garibaldi, 1 Rovato (di fianco al comando della polizia locale)Susanna Garavaglia Presenta il suo nuovo Romanzo "Stavolta Sarò Femmina" Con la partecipazione dell'editore Pietro Abbondanza e Roberta Piliego di Auraweb.Inoltre ci sarà uno intermezzo musicale con le cantautrici Francesca Caruso e Laura Gessner che canteranno per la prima volta insieme. Info: 348.5547724 (Risponde Dania) è gradita la conferma.
Evento realizzato in collaborazione con l' Associazione Olistica il Sicomoro.

12/11/2008 a Trieste
Mercoledì 12 novembre 2008, ore 20,30Presso il Ricreatorio Pitteri, via San Marco, 5(quartiere S. Giacomo)Susanna Garavaglia Presenta il suo nuovo Romanzo "Stavolta Sarò Femmina"
Con la partecipazione dell'editore Pietro Abbondanza
Info: 347.1046351 (Risponde Luciano) è gradita la conferma.

Sabato e domenica 15 e 16 novembre 2008, dalle ore 9,30 alle 18,30 Presso la SIMO, Scuola Italiana di Medicina Olistica, Viale Col di Lana 6/a Susanna Garavaglia tiene il suo seminario di Comunicazione Vibrazionale. Riservato agli studenti SIMO



18/11/2008 a Milano
Martedì 18 novembre 2008, ore 21 Presso ISPA Istituto Sperimentale di Psicodinamica Applicata, via Gian Giacomo Mora 11/a Garavaglia presenta il suo nuovo Romanzo "Stavolta Sarò Femmina" Con la partecipazione dell'editore Pietro Abbondanza , Dede Riva, Presidente dell'ISPA e Roberta Piliego di Auraweb e i Personaggi dell'ISPA. Inoltre ci sarà uno intermezzo musicale con le cantautriciFrancesca Caruso e Laura Gessner . Info: 028373930 (Risponde Michele) è gradita la conferma.

21/11/2008 a Cuneo
Venerdì 21 novembre 2008, ore 21 a Cuneo Susanna Garavaglia presenta il suo nuovo Romanzo "Stavolta Sarò Femmina", il suo ultimo libro "l'Anima del Successo"(ed.Tecniche Nuove) e i due libri precedenti editi da Tecniche Nuove, "La Scrittura dell'Anima" e "Diario di Psicosomatica". L'incontro sarà l'occasione per parlare insieme della Energia del Femminile. Il luogo verrà presto comunicato.

22 e 23 /11/2008 a Cuneo
Corso di Scrittura dell'Anima con Susanna Garavaglia. Il tema portante di questo seminario sarà "L'Energia del Femminile"

Mercoledì 26 novembre 2008 Presso l'ICAM L’ISTITUTO DI CUSTODIA ATTENUATA PER LE DETENUTE MADRI , Susanna Garavaglia presenta il suo nuovo Romanzo "Stavolta Sarò Femmina" Con la partecipazione dell'editore Pietro Abbondanza , Daniela Milano e Cristina Garavaglia.



Sabato e domenica 29 e 30 novembre 2008, dalle ore 9,30 alle 18,30 Presso la SIMO, Scuola Italiana di Medicina Olistica, Viale Col di Lana 6/a Susanna Garavaglia tiene il suo seminario di Comunicazione Vibrazionale. Riservato agli studenti SIMO


venerdì 5 dicembre 2008, ore 18 a Siena alla Libreria Beccarelli Susanna Garavaglia presenta il suo nuovo Romanzo "Stavolta Sarò Femmina" .

Sabato e domenica 17 e 18 gennaio 2009, dalle ore 9,30 alle 18,30 Presso ISPA, Istituto Sperimentale di Psicodinamica Applicata, via Gian Giacomo Mora 11/a Garavaglia tiene il suo seminario di Comunicazione Vibrazionale. Info e iscrizioni: 028373930 (Risponde Michele)


Giovedì 22 e venerdì 23 gennaio dalle 20 alle 23,30 e sabato e domenica 24 e 25 gennaio 2009, dalle ore 9,30 alle 18,30 Presso ISPA, Istituto Sperimentale di Psicodinamica Applicata, via Gian Giacomo Mora 11/a Garavaglia tiene il suo seminario di Psicodinamica. Info e iscrizioni: 028373930 (Risponde Michele)


Sabato e domenica 31 gennaio e 1 febbraio 2009, dalle ore 9,30 alle 18,30 Presso ISPA, Istituto Sperimentale di Psicodinamica Applicata, via Gian Giacomo Mora 11/a Garavaglia, Dede Riva, Patrizia Rottigni e Emanuela Daino tengono il loro seminario "Al di là dello Spazio e del Tempo", per chi ha già frequentato almeno una volta il corso di Psicodinamica. Info e iscrizioni: 028373930 (Risponde Michele)

7 e 8/02/2009 a Milano
Sabato 7 e domenica 8 febbraio dalle ore 9,30 alle 18,30 Presso ISPA, Istituto Sperimentale di Psicodinamica Applicata, via Gian Giacomo Mora 11/a, Susanna Garavaglia tiene il suo seminario di Scrittura dell'Anima
Info e iscrizioni: 028373930 (Risponde Michele)

Sabato 21 febbraio 2009 presso l'Hotel Michelangelo, dalle 9,30 alle 19 Convegno dell'ISPA "L'intelligenza del cuore". Coordinano il Convegno Dede Riva, Susanna Garavaglia e Roberta Piliego. Info e iscrizioni: 028373930 (Risponde Michele)

08/03/2009 a Novate Milanese
Domenica 8 marzo 2009, a Novate Milanese Susanna Garavaglia presenta il suo nuovo Romanzo "Stavolta Sarò Femmina", il suo ultimo libro "l'Anima del Successo"(ed.Tecniche Nuove) . Il luogo e il programma verranno presto comunicati

14 e 15/03/2009 a Milano
Sabato 14 e domenica 15 marzo 2009 dalle ore 9,30 alle 18,30 Presso ISPA, Istituto Sperimentale di Psicodinamica Applicata, via Gian Giacomo Mora 11/a, Susanna Garavaglia tiene il suo seminario "Dalla Psicosomatica alla Olosomatica"
Info e iscrizioni: 028373930 (Risponde Michele

CONSIGLIATO DA ASTRA


LETTURE CONSIGLIATE DAL MENSILE  ASTRA

Una naturopata e autrice teatrale, esperta di psicosomatica, si tuffa in una storia insolita: un Messia donna si accinge a nascere sulla Terra con il fine di sostenere l’umanità a superare quest’epoca di grandi cambiamenti. Attraverso un seguito di eventi, che si prestano a essere sentiti e vissuti come miracoli, il romanzo fa emergere tutta l’importanza della dimensione interiore: la possibilità di percepire nelle parole le vibrazioni sovrasensibili, la necessità di comprendere il linguaggio delle coincidenze significative, le promettenti facoltà dei bambini del terzo millennio.

ABBIAMO SUPERATO I MILLE E TRECENTO VISITATORI!

Cari amici, siete passati da questo blog in più di mille e trecento in poco più di un mese. Sono molto felice e vi ringrazio di avermi fatto visita così in tanti. Il libro sta andando molto bene, ..si sta facendo strada nelle classifiche del web e nelle librerie, stiamo organizzando le presentazioni per l'autunno. Se avete delle iniziative nelle quali pensate possa essere coinvolto, segnalatemele. Aiutiamolo tutti insieme a diffondersi sempre di più... 

Susanna

da Il Giardino dei Libri.it

Scritto da: Paola Rogora

 

Voto: 8.0

 

Un bel libro, ben scritto ed avvincente. Un romanzo fantastico un pizzico magico, sudamericano alla Allende prima maniera ma italianissimo nei luoghi e nelle usanze. Tra spionaggio, fabbriche di pensieri positivi, ricette e dialoghi tra chi vive sulla terra ed anime che si incarnano ti avvince dalla prima all' ultima pagina. Poi finisce ed è un peccato...

Scritto da: PaolaVoto:*****
Anche a me è piaciuto molto! Un pizzico di realismo magico all' Allende, ma italianissimo.. Bello! Paola


Scritto da: DanielaVoto:*****
Stavolta Sarò Femmina è un libro che consiglio tantissimo sia a donne che a uomini e provo a spiegarne qui i motivi. Questo è un libro che porta il lettore ad aprire il cuore e a immergersi in uno spazio-tempo multidimensionale, "ricco" di personaggi, avvenimenti, avventure, ricette creative e dialoghi dalle più svariate frequenze e vibrazioni che gravitano attorno ad una alquanto inusuale Fabbrica di Pensieri Positivi. In questa varietà e ricchezza di elementi si inserisce il dialogo intenso e commuovente tra un'Anima che sta per scendere in terra per compiere la sua Missione e la donna che la porta in grembo. Io leggendo questo libro ho pianto, sognato, pensato, sorriso, riso, sperato in un "risveglio" di Anime sopite e alla fine dentro di me ho ringraziato l'autrice e l'editore per avermelo fatto "incontrare". Uomini e donne che vi volete bene leggete e godetevi: Stavolta Sarò Femmina, qualcosa dentro di voi cambierà e ne sarete felici.
28 LUGLIO 2008



Autore: Elena alle 11:44 in LibriSpiritualità

Stavolta sarò FemminaDelizioso.

Stavolta sarò femmina di Susanna Garavaglia è un romanzo spirituale e multidimensionale che si legge veloce, immersi completamente nella storia grazie a uno stile che, nella grande maggioranza dei casi letterari, è piuttosto difficile da tenere, eppure qui, in questo contesto è così intuitivo ed efficace - tempo presente e prima persona, sia della madre che della figlia; salto di punti di vista, dalla madre alla figlia.

Non è solo delizioso, ma anche divertente. L’approccio alla storia è immediato e mostra immediatamente il personaggio che abbiamo davanti, Luce, con il suo carattere, le sue fobie, la sua vita familiare. Pochi schizzi d’immagini e già ti sei affezionata a questa donna. Nelle sue debolezze riconosci le tue, nella sua forza di uscirne fuori riconosci la tua forza.

E all’improvviso tutto si tinge di magico. E il miracolo del meraviglioso entra nella vita di Luce, aiutandola a venire fuori da un momento difficile.

La trama è molto semplice quanto incredibile, ha il sapore del realismo magico e di italianità.

Ambientato nel 2007, tra Milano e Roma, racconta l’arrivo di un nuovo Messia in “missione speciale” per aiutare l’Umanità in questo momento di travaglio e di passaggio.  La futura madre, Luce, è una donna sulla quarantina, giornalista, affetta da depressione da cui sta guarendo, che si ritrova a lavorare per una improbabile Fabbrica di Pensieri ad impacchettare e spedire pensieri positivi. Parallelamente si svolgono anche le avventure dell’anima nell’altra dimensione, mentre si prepara per scendere sulla terra.

Come per ogni Messia che si rispetti, avviene l’Annunciazione, nei nove mesi di gestazione assistiamo all’intimo dialogo tra la madre e la figlia e, infine,  l’atteso arrivo del Messia - che questa volta sarà femmina – avviene in una situazione imprevista e surreale.

Il romanzo offre una visione che va al di là di ciò che si aspetta. Mostra le grandi opportunità che abbiamo in questa Nuova Era e il punto di svolta a cui ci stiamo avvicinando, la velocità del cambiamento e il giusto uso di parole e pensiero per ascendere a vibrazioni superiori, la sincronicità e le coincidenze significative, l’accelerare del tempo e, soprattutto, i nuovi bambini indaco e cristallo, che ci aiuteranno nel passaggio che stiamo effettuando, doloroso e importante

La missione speciale è enfatizzata anche dal fatto che stavolta il Messia, già sceso sulla terra 2000 anni addietro, sarà femmina, a simboleggiare un cambiamento di pensiero e di energia, un’energia nuova che serve ai nostri tempi, portando l’accoglienza, l’ascolto, la comprensione e l’empatia, la capacità di unire, accogliere proteggere. Femmina perché “è terminato il tempo del giudizio, del non ascolto, della prevaricazione”.

Azzardo anche un’altra metafora. Luce è il mondo, la Terra, noi stessi, inghiottiti dal panico, eppure così sensibili e aperti all’esperienza del Meraviglioso. Il Meraviglioso, grazie a pensieri vibrazionali forti, entra nella vita del Mondo, provocandone il cambiamento, difficile, ma non impossibile. Il Messia è il Meraviglioso. E solo averne il sentore ci da la forza di capovolgere ciò che non va.

C’è speranza nelle pagine della Garavaglia, speranza e ottimismo, la luce che filtra attraverso un buio che, forse non è neanche così scuro.

Io & Berry

Alla presentazione del Libro alla Mondadori
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Ascolta qui cosa ci stiamo dicendo...

Continuiamo a scriverlo insieme

Grazie a tutti voi che mi state scrivendo numerosi sulla mia casella di posta. Usate questo blog, scrivete nuovi post, così il mio libro lo possiamo continuare a scrivere insieme. Ho ricevuto emanil e telefonate in cui lettrici e lettori mi dicono che hanno letto tra le mie pagine la loro storia. Un dono grande questo che mi fate perché é bello per un autore sapere che il lettore si ritrova tra le sue pagine. Ed allora, indirizzate qui le vostre lettere, vi aspetto.

Susanna

PER TE

Mi sarebbe piaciuto scriverti una lettera per ringraziarti di essere qui e stavo per farlo. Ma poi mi sono detta che forse per me sarebbero state parole importanti perché hanno un’anima, del tipo “Sono felice che ti sia qui oggi con me”, ma che magari a te sarebbero sembrate banali. Ed allora ho pensato di non scriverti una lettera, ma ormai avevo aperto un contatto con te e sarebbe rimasto tra noi qualcosa di inespresso, un po’ come quando si inizia un discorso e lo si tronca a metà. Cosa avrei potuto fare, lasciare le parole a mezz’aria e partorire qualcosa di incompleto che avrebbe continuato a vagare solitario in attesa di essere captato dalle antenne di qualcuno in cerca di ispirazione? Ricacciarle indietro e immolarmi vittima di parole non dette, di emozioni inespresse, di gratitudine non comunicata?
Mentre parlavo tra me e me è arrivato a trovarmi un omino color malva che si è appollaiato sulla mia spalla facendo solletico al mio orecchio sinistro. Io cercavo di far finta di niente ma lui tentava di attirare la mia attenzione. Sai com’è quando un omino color malva ti viene sulla spalla, è così insistente! Non è capitato anche a te? Con un balzo si è seduto sulla mia scrivania e si è messo a guidare le mie dita sui tasti del computer. Parlava della Fabbrica di Pensieri, sai quella che c’è a Milano in via Madonnina? Ma si, quella dove lavorano tutti gli omini color malva!E poi si è messo a scrivere di Mina, la grande Mina..diceva che il suo Magnificat è grandioso e che avrei dovuto suggerirti di ascoltarlo. Poi allora si è messo a parlare di Maria Luce. Conosci Maria Luce? Ha quarant’anni e vive a Milano, fa la giornalista ma vorrebbe meno terrorismo psicologico intorno a lei. E ha un’amica, Maria Chiara Betani. E poi c’è un assessore, Pilade Ponzi, che prima di conoscere gli omini color malva amava tanto le feste vestiti da pinguini. Ma si, sai quelle feste dove tutti sono vestiti bene e nessuno si diverte però ci si riempie la bocca di parole.. E a proposito di riempirsi la bocca, c’è anche un gran cuoco, Gaudì. E poi l’omino color malva ha iniziato a farmi scrivere di più, di più, sempre di più. E ha detto che avrei dovuto raccontarti della scoperta di un mistero che ha coinvolto Maria Luce e i suoi amici.
”Si, va beh, ho detto a questo punto all’omino color malva che dall’eccitazione mi era salito sulla testa, va bene, ma qui manca qualcosa di essenziale. Se stai parlando di “Stavolta sarò femmina” manca lei, l’altra protagonista, quell’anima che sta nell’altra dimensione a curiosare tutto quello che succede sulla Terra perché ha un compito importante da svolgere. Ma prima deve nascere. E sceglie, questa volta, di nascere donna perché già duemila anni fa ha preferito nascere uomo. Allora c’era bisogno che fosse un uomo, ma oggi il mondo ha bisogno di EnergiaFfemminile. Mica male quella giornalista milanese come madre..”
“Ma no, ma no..ha urlato l’omino color malva saltellandomi intorno,questo non lo puoi raccontare! Bisogna leggere il romanzo! Leggerlo, ti dico!“
E poi è sparito.
Ecco, vedi, di più non posso dirti, lo sapevo che non avrei dovuto fidarmi dell’omino color malva ma solo del mio cuore Pertanto ritorno al mio proposito iniziale, senza omini color malva che mi facciano parlare di altro e con un abbraccio e un sorriso ti dico “ Grazie, sono felice che tu sia qui oggi con me. Spero che questo mio libro possa aprirti ad una delle tue tante nascite”
Con amore, Susanna

UN'OCCHIATA ALL'INDICE


Primo Atto: Io

1. Mi sto ancorando a terra con questo mio peso come se temessi di essere spazzata via da un uragano

2. Anche voi destinati alla terra? fatemi un po' vedere che succede laggiù

3. Questa mattina mi sono svegliata con la sensazione che mi mancassero le radici

4. Te la senti di scendere ancora in missione speciale?

5. Se abbiamo scelto di incarnarci in questa dimensione proprio adesso è perché abbiamo accettato un'opportunità grandiosa

6. Siamo ancora in tempo per invertire la rotta

7. Sto uscendo travolta dall'imprevisto: esco in missione speciale

8. E' da quache millennio secondo il tempo della terra, che non vado giù

9. Questa è una fabbrica di pensieri

10. La nostra missione sembra veramente importante, come la mia di duemila anni fa

11. Seguendo il flusso degli eventi, abbandonandomi alla sincronicità

12. Una grande quantità di luce divina ha in questi tempi raggiunto la terra

13. Viviamo in un momento in cui le cose cambiano da un giorno con 'altro

14. Devo essere un uomo, un ragazzo, mi dico e ben presto ne ho l'inconfutabile prova

15. Anche lei per classificare i pensieri del 1987?

16. Avrai da fare con la nuova energia e con i bambini

17. L'ombra non è nemica della luce, ma è soltanto l'altra faccia della stessa medaglia

18. La nostra famiglia spirituale sta ricomponendosi per spargersi di nuovo sulla terra e ritrovarsi nel tempo

19. Mi chiedo perché da un po' di tempo a questa parte le notizie del mondo siano così prive di tatto

20. Pare che l'umanità sia ad un punto di svolta, ma non posso dirti altro

21. Il codice del risveglio è nelle nostre cellule

22. Mi sto separando per entrare in una vita duale

23. L'unico modo per non avere più estranei intorno a sé è fare la loro conoscenza

24. Siete arrivati fin qui per conoscere lo spazio mentale della specie alla quale state per appartenere

25. Non mi importa se mi rubate i pensieri positivi, spero che almeno li facciate circolare

26. Quando una donna sta per diventare madre, le forze dell'universo le si siedono accanto

27. Balene e delfini, hanno forse il compito di farci arrivare qualche importante messaggio?

28. Un'intensa gioia in ogni mia cellula

29. Guarda che mi puoi vedere solo tu

30. Se quella è stata la mia vita, chi ero io veramente?

31. Che la radio voglia darmi delle indicazioni?

32. Sento una gioia al cuore perché in quell'istante so che presto mi aiuterà a compiere la mia missione

33. Il potere delle parole è molto più forte di quello che crediamo

34. Fuori dall'eterno presente ho la percezione di averne infranto l'assolutezza e di aver partorito il tempo

35. Un corretto uso del pensiero per ascendere a vibrazioni più sottili

36. Questa volta riusciremo a portare il cielo sulla terra

37. Va bene così, va tutto bene

38. So che per amore mi sta aiutando a fare il volere del padre mio

39. Lo farai entrando in un'altra dimensione, quella del sogno

40. Stavolta sarò femmina

41. Una nuova eclissi totale di luna

42. Tu porterai il codice all'umanità

43. Questa volta sarà femmina

Secondo Atto: tu

44. Questo nostro veicolo fisico deve adattarsi alle frequenze
e alle capacità della dimensione superiore

45. Anita Ekberg

46. Sono messaggeri tra gli infiniti mondi e si manifestano a chi vibra alla loro stessa intensità

47. Ora credo che la verità si presenti travestita da follia e che la fede sia il biglietto da visita per ogni trasformazione

48. Questi bambini eccezionali, che chiamano indaco, arrivano con il compito di mostrare quanto va cambiato nella nostra vita

49. Perché nella nuova terra tutti possano ricordare di essere co-creatori e vivere finalmente nel proprio corpo di luce

50. Fino al centro della terra dove c'è una grande sfera di luce bianca

51. Ci costrinsero a uscire dalla legge di causa ed effetto, bruciando il karma tutto in una volta

52. Siamo partiti in dodici e già siamo qualche centinaio e io so che tra poco saremo molti di più

53. Mi sono vista circondata dalla mia stessa anima, in attesa di scendere, di rinascere in questa dimensione

54. Loro che erano gli ultimi, ora sono diventati i primi

55. Perché siete dei guerrieri cosmici

56. Baby boom

Terzo Atto: Noi

57. Tumare Darshan

Epilogo: Voi

MERCOLEDI' 11 GIUGNO ORE 21

Presso l'Auditorium del Mondadori Multicenter di Via Marghera (MM De Angeli)

Manuela Pompas e (la iena) Marco Berry presentano "Stavolta sarò femmina" di Susanna Garavaglia pubblicato con le Edizioni Stazione Celeste
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Leggeranno alcune pagine del romanzo le attrici Adriana de Guilmi e Francesca Sebastiani.
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Saranno presenti l'autrice e l'editore.

MERCOLEDI' 11 GIUGNO VI ASPETTO...

Vi aspetto alla presentazione del mio nuovo libro, "Stavolta sarò femmina". Questa volta si tratta di un romanzo un po' particolare, ambientato nel 2007, tra Milano e Roma. Il tema non é di quelli che passano inosservati, perché mi é venuta voglia di immaginare cosa succederebbe se Gesù decidesse di rinascere per ritornare sulla Terra, ma questa volta come donna. Chi mi conosce sa che non ho problemi ad immaginare al di là e ancora di più, e allora vi confesso che non mi sono accontentata: "Che succederebbe", mi sono detta, "se questa novella Messia decidesse di tornare sulla Terra in missione speciale come apripista, per ricordare ad ognuno di noi la sua natura divina che attende di essere riconosciuta? E cosa succederebbe se lei fosse l' apripista di una frotta di Nuovi Bambini, pronti ad aiutare l’Umanità in questo periodo di grandi trasformazioni? " Ma poi, forse perché io stessa sono madre da molti anni, la mia curiosità é andata oltre e mi sono chiesta come la futura madre di una figlia così potrebbe vivere i nove mesi di attesa, con questo compito così importante per tutta l'umanità, dare la vita ad un'anima grande. Ecco allora che ho scritto il mio romanzo partendo proprio dalle vicende di questa futura madre, una quarantenne milanese che sta guarendo da attacchi di panico. La donna, per una “casuale” attenzione alle sincronie, scopre a Milano una Fabbrica di Pensieri e il segreto che si nasconde tra le sue mura. Il mio romanzo prende avvio da lì e si snoda con due voci narranti alternate, quella della madre e quella dell'anima nell’altra dimensione mentre si prepara a scendere sulla Terra. Fino a quando…

Beh, questo "fino a quando" lascio che siate voi a scoprirlo, se vi va di leggere "Stavolta sarò femmina"!

Vi aspetto alla presentazione !!! :)

UN TRIANGOLO MAGICO

I due libri che vedete qui a fianco sono le mie ultime creature, "La Scrittura dell'Anima", nato con tecniche Nuove nel 2005 e “Diario di Psicosomatica” che ha visto la luce, sempre con la stessa casa editrice, nel 2007. Ve li presento con gioia, perché anche loro sono parte di me. Scrivere un libro è avventurarsi in un territorio che ha soltanto bisogno di essere riscoperto, un luogo abitato da tempo ma ancora inesplorato; qualche volta, quando scrivo, ho la sensazione di non essere io a dare vita a parole e frasi e pensieri ma di farmi soltanto canale di qualcosa che si scrive attraverso di me. Sia che si tratti di un saggio, di un romanzo, un racconto, un articolo di giornale o un pensiero appuntato chissà dove, mentre sono in treno o appena mi sveglio la mattina, le parole che appaiono non sono frutto di una ricerca estenuante. Il labor limae, non mi assomiglia affatto, non mi ritrovo a cercare disperatamente il modo migliore per mostrare la vita attraverso le parole. Mi apro al pensiero che, forse sentendosi invitato ad entrare, sorride e non si nega. Forse scrivo così perché non mi sento sola ma, anzi, c’è sempre accanto a me Qualcuno con cui dialogo mentre digito parole sulla tastiera o, e questo ancora mi piace, mentre le profumo d’inchiostro. Preferisco quello nero, mi sembra più adatto a restare nel tempo. L’inchiostro blu racconta liste della spesa, numeri telefonici, appunti volanti. C’è sempre con me Qualcuno, questo essere misterioso , molto paziente e ben disposto ad ascoltarmi, a cui spiego concetti, gli racconto fatti, gli descrivo personaggi, una creatura senza volto ma con un cuore, una mente e un’anima. Quando invito in me Qualcuno ,da lì, insieme, possiamo capire un pezzetto di vita. Mi piace quando una persona che non ho mia visto prima mi dice di avere letto qualcosa di mio perché in quell’istante vedo nei suoi occhi lo sguardo di Qualcuno e lo riconosco. E mi accorgo che anche lui, anche lei mi stanno riconoscendo. Credo che si crei tra un libro, il suo autore ed il lettore una sorta di Trinità, un alchemico triangolo che unisce i vertici in una sorta di continua reciproca trasformazione. Quando scrivo io cambio, cresco, qualche pagina o anche qualche riga più in là io non sono più quella di prima. Ed anche il mio scritto muta e prende sempre nuova vita in corsa, talvolta nascendo in un modo e rivelandosi altro, man mano che prende forma. Sono certa che il lettore non rimanga lo stesso, perché quando leggiamo qualcosa lo inspiriamo in noi e ci riempiamo di nuova energia. Della sua energia. Come quando mangiamo qualcosa. Ecco, allora, che quell’alchemico triangolo di cui scrivevo prende forma in me quando guardo negli occhi un mio lettore e lo riconosco. In quell’istante, per me, questa parte del cerchio si chiude e quel cerchio, magicamente, si rivela parte di una spirale. Allora posso ricominciare a cambiare attraverso nuove parole scritte, a salire lungo la spirale, ad attendere di guardare nuovamente negli occhi chi, leggendomi, ha fatto un pezzettino in più lungo la sua spirale. Ed il libro? Non è mai lo stesso, anche un’opera, qualunque essa sia, è diversa , muta, si trasforma, mostra pezzetti di sé, sfumature nascoste ed inedite, a seconda deGli occhi, del cuore, della mente e dell’anima di chi la sta leggendo. Ecco perché parlavo prima di Trinità: ogni vertice del triangolo è se stesso ma nello stesso tempo anche gli altri due. Vuoi provarci anche tu?

INCIPIT E UN PO' DI PIU'

1


Mi sto ancorando a terra con questo mio peso
come se temessi di essere spazzata via da un uragano

Milano, lunedì 25 dicembre 2006 – Natale

“Qui si narra il segreto della rivelazione che Gesù fece parlando con Giuda Iscariota…” Così inizia la prima pagina di un fragile manoscritto in papiro che rilegge in modo radicalmente diverso la vicenda del "traditore" più odiato della storia e lo trasforma nel più fedele discepolo di Cristo; un documento straordinario che oltre a fornire inedite informazioni su Giuda lo riabilita presentandolo come colui che consegna Gesù alle autorità su richiesta dello stesso Cristo: il Vangelo di Giuda.


«Hai acceso tu la radio? Abbassala!»

Trito le zucchine, sciolgo il burro in una padella, aggiungo le zucchine tritate, faccio cuocere per una ventina di minuti. Lascio raffreddare, unisco le uova e la panna ma prima le amalgamo bene tra loro.

Sì, va beh, anche in questa ricetta c’è la panna. E come la mettiamo con i miei chili che si stanno moltiplicando in modo imbarazzante? Ma cosa mai devo sostenere io di così intenso in questo periodo? Mi sto ancorando a terra con questo mio peso come se temessi di essere spazzata via da un uragano.

Potrei provare con la panna di soia, forse è meglio del suo latte, non ha quell’orribile retrogusto. La salsa dolce di soia è un’altra cosa, quella sì che è buona, qualche volta ci condisco l’insalata. Ma c’è dentro lo sciroppo di zucchero e anche la melassa, troppe calorie.

Lascio stare, ora ritorno al pezzo che stavo scrivendo per il giornale: cerco di inquadrare gli sconvolgimenti del cosmo e dell’atmosfera, nei continenti e negli oceani della nostra Terra. Non è facile e per nulla chiaro. O forse potrei prima dedicarmi al mio racconto? Sì, incomincio da dove l’ho lasciato ieri. Ma dove mai l’avrò salvato? Possibile che non riesca ancora a mettere i file nelle cartelle giuste? Vorrà dire che continuo con il pezzo per il giornale, ho poco tempo ormai per la consegna.

E oggi è anche Natale. Ma è possibile che mi devo ridurre sempre all’ultimo?

Un file a lungo coccolato che si perde nel nulla di uno schermo e svanisce: lì ci sono le molecole del mio pensiero divenute parola, poi d’un tratto non ci sono più. Non riesco a ripescarle in quest’abisso a cristalli liquidi eppure esistono, hanno preso corpo e vivono in una dimensione che non vedo. Riuscirò a riafferrarle per ricordarmene?

Così è oggi ogni mio attimo: volto pagina, mossa da qualcosa d’impercettibile che mi porta fuori da me, lontana da quella me che sono stata fino a quell’istante e d’un tratto non so più quale colore avessero i miei pensieri, pochi istanti prima. Forse grigi, qualche volta rossi, quando provo rabbia verso di me, oppure verdi, quando mi vorrei tutta intera. Quando chiudo gli occhi e dico: ora mi sveglio e non ho più paura.

Mi chiamo Maria Luce ma preferisco Luce e da poco ho superato i quaranta. Vivo a Milano, città grigia e appiccicosa ma aperta sul mondo come la grande pancia di una balena: divora tutto quello che trova e poi se ne vanta. Ha cercato di divorare anche me ma sono rimasta incagliata tra i suoi baffi e da lì talvolta riesco a vedere il mare e la luce. La balena si è servita di un homeless me l’ha fatto incontrare verso la fine degli anni ottanta sotto casa, proprio mentre stavo andando a parcheggiare la mia automobile nel box.

«Fammi salire» ha urlato attraverso il mio finestrino semiaperto ma io ho fatto finta di niente. Non l’ho accolto nella mia macchina. Non lo conoscevo, era la prima volta che lo vedevo dalle mie parti.

Ma a Milano, si sa, non ci si conosce nemmeno tra vicini di pianerottolo. E poi non mi andava di farlo salire. Era già quasi buio, le goccioline di nebbia e di vapore si erano appiccicate su quel vetro semiaperto: mi guardava dal finestrino con gli occhietti un po’ chiusi e uno sguardo enigmatico. Avrei potuto chiedergli perché volesse salire sulla mia macchina ma in quell’attimo non seppi far altro che immaginarmi invisibile mentre me ne andavo senza rispondergli.

Mi ha inseguito correndo: quando ho spento il motore ho pensato che forse mi ero messa in un pasticcio, ma che senso aveva fare salire in macchina uno che non avevo mai visto? «Ciao» e credevo di cavarmela così, ma lui aveva un’altra idea. L’ho capito quando si è infilato nel box, ha aperto la portiera e si è seduto in macchina accanto a me, in silenzio, senza parlare. È rimasto immobile a fissare il tergicristalli, immobile come lui. Ho capito che era quello l’oggetto del suo totale interesse perché ha avvicinato la sua mano grossa e segnata dal tempo al finestrino e con voce atona mi ha chiesto: «Funziona solo quando piove?»

«No, anche se non piove.»

«Bene, allora aspettiamo qui che si metta a piovere.»

«Nel box? Qui non piove mai»

«Non è vero. Qualche volta succede»

In questi anni ho sempre cercato di tenere lontana da me quella sensazione di grande imbarazzo e quella paura che ha accompagnato solo un paio di pensieri, mentre desideravo fuggire: speriamo che qualcuno ci veda e speriamo che nessuno se ne accorga. Il primo pensiero fu per me, il secondo per lui o forse ancora per me. È vero che la donna violentata prova un profondo e insano senso di colpa. Era colpa mia, perché non l’avevo fatto salire sulla mia macchina. Ma cosa diavolo ci faceva da queste parti uno come lui?

«Stai attenta quando vai a mettere la macchina nel box, sai quante se ne leggono sul giornale?» certo, per mia madre è sempre una catastrofe, la vita: ad ogni angolo c’è una trappola, un pericolo.

«Va bene, mamma, ma secondo te cosa dovrei fare? Starmene chiusa in casa per evitare futuri e improbabili pericoli?»

E invece eccolo qui, l’improbabile e futuro si era fatto presente e certo. Ed ero io, allora, la prossima di cui si sarebbe letto sul giornale? O forse la vittima era questo pover’uomo che si era sentito rifiutato da me?

E poi ho urlato, anche se la mia voce usciva a stento. Non so se fosse la paura, la mia abitudine alla discrezione o la certezza che quell’anziano signore vestito di stracci non fosse lì per farmi del male ma soltanto perché lui una casa non ce l’aveva. E io sì. E avevo anche una macchina. Ho urlato e lui è scappato, traballante ma veloce.

«Che cosa è successo, signora?»

«Signora?»

Mi sono sposata molto presto e mi ha sempre fatto impressione che mi chiamassero così. Succedeva raramente e poi avevo poco più di venti anni. E lui mi chiama signora…

«È stato un barbone, voleva salire in macchina con me, io non l’ho ascoltato. Ha aperto lo sportello e mi si è seduto di fianco. Ma adesso dov’è andato?»

Tremante ma sorridente, con l’aria di chi sta bene e “non è successo niente” sono uscita dal box accompagnata dall’operaio dell’officina che aveva sentito le mie grida ed era venuto in mio aiuto.

«Bisogna fare una denuncia. Se vuole l’accompagno alla polizia,.»

«Lasci stare. Va bene così. Va tutto bene. E poi non mi ha fatto niente.»

Ho sempre tenuto nascosto quello che non andava bene, l’ho trangugiato tutto. “Va bene così, non importa” è stato per anni il mio motto. Ma forse avrei fatto bene a parlarne, almeno per non lasciare che il piccolo drago trangugiato crescesse dentro di me, diventando gigante.

Ho perduto l’abitudine alla gioia in quella stagione nebbiosa, chissà se è stato l’inizio della mia senescenza, oppure del mio battesimo alla vita. Dopo qualche mese, le mie prime crisi di panico e quel senso di soffocamento che mi portava spesso al Pronto Soccorso. Succede ancora, ma meno di frequente.

Il mio grande disagio d’oggi qualcuno lo chiama dono, chi mi sta curando dice che finalmente con questa mia malattia mi sto ricordando di esistere: io per ora sto solo tanto male, ma spero che questo assurdo dono sia sotto la mia ala e che non voli via insieme a quella parte di me che ancora non riesco a trattenere.

Forse accorgendomi di esistere ho smesso di vivere la mia onnipotenza, quella certezza che nulla potesse accadermi al di fuori della mia volontà: invece anch’io ho una mia fisicità soggetta alle leggi di tutti, sono destinata, inevitabilmente, ad abbandonare prima o poi questo mio corpo fisico. Mi ritenevo immortale? Ma quale adolescente non crede di esserlo? Ed io sono sempre rimasta un po’ adolescente dentro: non avevo ancora pensato alla fine. E con la triste consapevolezza di una mancata deità, arrivata a me attraverso un clochard che chiedeva solo soltanto di farsi un giro in macchina fino al box, si è inerpicata l’angoscia, impadronendosi di alcune funzioni vitali. Ho scelto la malattia.

Come il corpo, anche questa mia casa è infettata di nolontà: la sua mancanza di sintonia con quella parte di me che forse si sta risvegliando, pesa sul mio desiderio di amarla. È una casa estranea al mio animo, un involucro dalla vita autonoma che si autogestisce, indipendentemente da me.

E questo mio tavolo si riempie di fogli ammucchiati che non riesco a gettar via, che non posso più controllare, come i mille malesseri che mi assalgono mio malgrado.

«Butta via, non tenere le cose che non ti servono, fai un po’ di pulizia!» Mia madre non ha fatto altro che ripetermi parole così.

Quando scrivo per il giornale io stessa mi faccio portavoce del Feng Shui e confeziono servizi impeccabili sul “lasciar andare”.

Eppure sono incapace di buttare tra i rifiuti questi brandelli di vita, appunti e foglietti volanti che non mi appartengono più: sono la mia malattia che forse non c’è ma che si inventa ogni giorno di più il suo spazio nel mio cervello. Ed io non oso buttarla nell’immondizia perché ora so di esistere. Se il cumulo di malesseri che si insidia nella mia mente e poi si inabissa negli organi del mio corpo smettesse di esistere, che ne sarebbe di me?

Non è ancora tempo di fare pulizia su questo tavolo: lascio che mucchi di carta rendano tossico lo spazio nel quale vivo, questa mia casa che non amo, non sarà mia finché io non riprenderò possesso di me. Per ora mi limito a fare un’apparente temporanea pulizia per poche ore, perché mio marito, rientrando stasera, non mi tocchi le mie cose per togliere di mezzo il caos. Ma lo so che ritornerà quel caos: lascio che le cose vivano del loro respiro, io non ne sono più responsabile. Voglio essere responsabile soltanto del mio respiro. Inspiro, espiro, inspiro, espiro… Non è difficile, ma ogni volta che ci penso… Eccola la crisi, sta arrivando. E ora, come faccio? Con il pranzo di Natale a metà… e gli ospiti che tra non molto arriveranno.


2


Anche voi destinati alla terra?
fatemi un po’ vedere che succede laggiù


Altra Dimensione


Mi hanno detto che è ora di tornare. A me pare di essere un po’ indietro, non ho ancora scelto niente, le idee sono un po’ confuse, non so bene cosa sia meglio fare. Ho chiesto qualche suggerimento ma continuano a dirmi che non se ne parla nemmeno, che devo prendermi la mia responsabilità fino in fondo e che non mi resta che decidere in base al mio bilancio.

Sì, questo mi è chiaro, devo tornare giù e trasformare i bastoni tra le ruote in terreno fertile: credo che il mio ruolo sia anche quello di ricordare che non si può risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che lo ha causato.

Delle mie vite non ricordo più nulla ma ho ben presente il giorno in cui sono tornato qui, dopo una delle esistenze più forti che probabilmente avessi mai vissuto: tutti mi guardavano con una strana ammirazione e anche un po’ di compassione.

«Ti stavano aspettando. Pare che tutti abbiano seguito con trepidazione ogni tuo gesto ed ogni parola.»

Era una donna dalla pelle color dell’ebano, la più bella che avessi mai visto. Ho capito dopo che in questa dimensione ad un certo punto i corpi terreni perdono i loro contorni, quando lo Spazio e il Tempo si dissolvono del tutto e l’illusione si smorza e poi svanisce. Io invece, non ricordavo più nulla di tutto il mio su e giù nel corso delle varie esistenze, credevo che quella nuova amica sarebbe stata una piacevole compagnia.

«Grazie, è stata dura ma ho sentito il Cielo accanto fino all’ultimo istante.»

Risposi così. Pensai che fosse strano ma la logica del Cielo e quella della Terra non vanno sempre nella stessa direzione. È vero, è stata dura, ma i bastoni tra le ruote sono stati preziosi per il mio Piano di Volo: altrimenti cosa mai avrei riscattato?

Ogni tanto mi arrivano ancora oggi questi flashback ma non li so collegare a nulla, non ricordo più la mia vecchia identità né che cosa abbia fatto, ma gli occhi di quella donna mi sono rimasti impressi.

Devo tornare giù, va bene, ma le variabili spazio-temporali mi spiazzano un po’.

Sul Tempo ho avuto già un’imbeccata, praticamente mi stanno gentilmente spedendo là dove si conta il Tempo, anche sullo Spazio non mi lasciano scelta, parlano della Terra, dicono che lì ho già fatto grandi cose e che devo tornarci perché l’opportunità che ha l’umanità in questi anni è unica. Ma a parte questo, posso fare come voglio, o meglio, non devo fare altro che entrare nel flusso degli eventi.

È strano, da quando mi hanno dato questa notizia e mi hanno preannunciato un nuovo compito, i colori nel Cielo sono cambiati e inizio a intravedere gli sguardi delle altre anime e ad avvertire dei flebili contorni.

Non posso parlare di corpo, sarebbe assurdo, ma c’è qualcosa di evanescente che si irradia intorno ad ogni luce.

«Che fate davanti a quel velo?» Lo spazio intorno a me si riempie di fiamme eccitate. «Stiamo sbirciando, dobbiamo scegliere dove andare. Anche tu?»

«Anche voi destinati alla Terra? Fatemi un po’ vedere che succede laggiù.»

Non è facile accettare di guardare, proprio ora che da tempo abbiamo imparato a distaccarci. All’inizio, tra una vita e l’altra, siamo sempre qui per nostalgia, rimpianti, rimorsi. Poi tutto questo passa e al di là del velo chi vuole più guardare? Quello che c’è qui è quanto di più desiderabile possa esserci. Ma quando ci tocca tornare, una bella rinfrescatina non fa male.

«E tu sai dove andrai?» Me lo chiede una luce violetta.

E se fosse proprio lei quella donna che non avevo mai più ritrovato? Strano pensiero, mi basta essere così, accanto al velo, perché la nostalgia dei ricordi mi venga a ripescare.

«Non so. Sono qui per farmi venire un’idea. E tu?»

Mentre glielo chiedo dico a me stesso che la ritroverò, che faremo un pezzetto di strada insieme in questa nuova vita che ci sta aspettando.

«Non ho idea ma mi piacerebbe venire con te.»

Ho la sensazione che mi sorrida, la sua luce ha una vibrazione nuova.

Ci avviciniamo e scostiamo leggermente il velo.

Siamo qui per scegliere dove andare e le infinite possibilità per un istante mi fanno girare la testa. È vero, basterebbe sintonizzarci dove vogliamo, immaginare fortemente di essere lì e probabilmente ci ritroveremmo subito nella località che abbiamo scelto, ma non siamo capaci di desiderare così intensamente qualcosa che appartiene all’altra dimensione, quella terrena. Abbiamo smesso di farlo.

E allora sbircio di là dal velo, e cerco brandelli di mondo che mi facciano desiderare di essere lì. Per oggi non provo nulla di speciale, mi ci abituerò pian piano. Ma ci sto bene qui, in questa postazione, è un’occasione per stare insieme, scambiare quattro chiacchiere con le altre Luci in attesa di farsi carne.

«Hanno chiamato anche te?»